enrico scarsi

Scuola di Fotografia a Torino

Incorso di fotografia, fotografia, lezioni, studio fotografico, tecnica, Torino su febbraio 23, 2012 a 2:58 pm

Jpeg  Tiff  & Raw

corso fotografia torino

Il sensore (CCD O CMOS) è il cuore di una fotocamera digitale. E’ un chip sensibile alla luce in grado di catturare le immagini al posto della pellicola.

Nelle caratteristiche tecniche delle fotocamere l’unità di misura della risoluzione è 1 MegaPixel, che indica un milione di pixel. Dire che una fotocamera è da 10 Megapixel significa che il suo sensore possiede dieci milioni di Photosite e comporrà un immagine da 10 Megapixel.

Il sensore è uno degli elementi più importanti di una fotocamera digitale poiché definisce la qualità e la risoluzione delle foto. Il sensore CCD di una macchina fotografica digitale scompone l’immagine in una serie di piccoli quadrati detti pixel. Ogni pixel registra il colore della luce che ha impresso in quel preciso punto . La dimensione del sensore è quindi importante per definire l’immagine

Le foto con risoluzioni medio alte (da 10MPixel in poi) sono maggiormente definite ma hanno anche un maggiore peso in kbyte. Questo aspetto va considerato poiché archivierete le vostre foto sull’hard disk del vostro computer. Ogni fotocamera digitale ha comunque l’opzione di scattare foto a risoluzioni minori per sfruttare al meglio la memoria interna della fotocamera.

Abbiamo visto che quanto maggiore è la risoluzione, tanto maggiore è il dettaglio dell’immagine. Ma sarà maggiore anche la dimensione del file prodotto dal sensore; un file di elevate dimensioni comporta una maggiore occupazione della scheda di memoria e quindi si potranno scattare meno foto. Per questo motivo le fotocamere danno la possibilità di impostare anche risoluzioni inferiori a quella massima.

Inoltre tutte le macchine fotografiche digitali hanno la possibilità comprimere le immagini prima di registrarle sulla scheda di memoria un’ operazione utile per risparmiare tempo e spazio nella memoria le fotocamere più economiche normalmente utilizzano solo formati compressi e non danno la possibilità di utilizzare altri formati.

A volte è più agevole comprimere le informazioni prima di registrarle anche a costo di perdere alcuni dati. Il formato di compressione più comune è il JPEG ( Joint Photographic Experts Group ) che ha il vantaggio di ridurre drasticamente le dimensioni di un’ immagine ed il difetto di sacrificarne parte dei contenuti, solitamente troviamo 2 o 3 diversi livelli di compressione, minore è la compressione maggiore sarà la qualità

Altri modelli più evoluti dispongono del formati TIFF (Tagged Image File Format) il TIFF è un formato molto diffuso nel mondo della grafica e dell’editoria perché pur permettendo una certa compressione conserva tutte le informazione dell’ immagine originale ma con lo svantaggio di produrre dei file molto più “pesanti”

In alternativa tutte le fotocamere più professionali hanno il formato RAW ( crudo/ grezzo) anch’esso conserva tutte le informazioni originali ma non essendo un formato “standard” necessita quasi sempre di un programma dedicato, fornito a corredo della fotocamera per aprire e modificare i file che non sono riconosciuti dai più diffusi programmi di elaborazione dell’ immagine

Quindi tranne che nelle fotocamere più semplici è possibile scegliere sia la risoluzione che il formato del file, sembrerà una cosa scontata, ma la risoluzione migliore è sempre la massima consentita dalla fotocamera.

Quando parliamo di risoluzione parliamo della dimensione dell’immagine, espressa in numero di pixel, perciò una fotocamera da 10 megapixel produce immagini con 10 milioni di pixel, mentre una da 18 megapixel genera 18 milioni di pixel per ciascuna fotografia.

Questa sarà la sua risoluzione nominale e qualsiasi scatto prodotto avrà tali caratteristiche, infatti, se anche noi scegliessimo una risoluzione inferiore alla nominale, come tutte le fotocamere ci consentono di fare, l’immagine sarebbe comunque catturata alla risoluzione nominale, per poi essere “ridotta” dal computer interno alla fotocamera mediante l’eliminazione selettiva di pixel prima di salvarla sulla schedina, seguendo un processo non molto dissimile da quello della compressione.

Perciò se l’obiettivo è di risparmiare memoria, conviene comunque cercare di ridurre il livello qualitativo aumentando la compressione dell’ immagine in formato JEPG pur mantenendo la risoluzione massima, avremo più punti su cui lavorare nell’eventuale fase di ritocco successiva.

La scelta di una risoluzione ridotta si giustifica solo nella produzione di sequenze rapide, dove la macchina deve poter produrre numerose immagini in pochi secondi e le minori dimensioni favoriscono la velocità. È anche indicata per le immagini che saranno unicamente visualizzate sullo schermo di un PC, su un televisore oppure sul Web basta tenere presente che la risoluzione dello schermo è di 72 dpi e il numero di pixel dello schermo difficilmente va oltre 1024×768 pixel.

Ma se abbiamo l’obiettivo di scattare fotografie che, se ben riuscite vorremo stampare in un formato anche solo A4, in questo caso conviene scattare sempre alla massima risoluzione consentita dalla macchina e salvare JPEG alla minima compressione o addirittura in TIFF o RAW

Solo in un secondo tempo faremo copie di risoluzione inferiore, per inviare l’immagine per posta elettronica o per il nostro sito internet.

Corso di Fotografia a Torino , Lezioni individuali di Fotografia.

Il corso si rivolge a chi sì accosta al mondo della fotografia per fornire le informazioni di base indispensabili alla realizzazione di fotografie corrette sia sotto il profilo tecnico che artistico. Il Corso è strutturato in sei lezioni individuali di due ore con frequenza settimanale presso il mio studio fotografico. 

Enrico Scarsi Fotografia Corso Chieti 19 Torino

011.8998291 – 348.9229300

http://www.fotografico.it/corso.htm

 

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